Il Romanticismo
Tra Decadentismo e Romanticismo esistono assai piu' numerosi elementi di continuita' che di opposizione. Essendo, pero' necessario stabilire un punto di diversificazione, possiamo riferirci a Baudelaire come al precursore della nuova sensibilita' e il nuovo che egli rappresenta rispetto alla sensibilita' puo' essere indicato nella scoperta dell'inconscio (v. anche Freud). Il Decadentismo, infatti, nasce quando si arriva all'identificazione di IO e NON IO, con la messa in crisi del realismo e del sentimentalismo che costituivano le fondamenta stesse del Romanticismo.
La parola "inconscio" e' gia' in uso tra i romantici tedeschi, come terreno di incontro tra uomo e natura. L' "inconscio" romantico e' sinonimo di "interiorita'", "spirito del mondo", "sentimento"; tutti questi significati sono percorsi da una fondamentale intonazione ottimistica, alimentati da agonismo e slancio sentimentale. In Baudelaire l'"inconscio" si e' spogliato di ogni connotazione ottimistica e suscita inquietudine e sgomento.
Il concetto dell'io trova sviluppo e approfondimento nell'eta' decadente: per i romantici la personalita' rivendica la liberta' e' tesa alla realizzazione di valori personali o sociali, si afferma nella lotta contro i limiti angusti del contingente, contro la meschinita' e contro le strutture politiche e sociali reazionarie. Ma nella lotta l'io si esalta e la solitudine e il dolore sono segno di un destino privilegiato. L'individualismo romantico e' positivo. L'io decadente, al contrario, caduto l'entusiasmo per i valori romantici, ritiratosi l'artista dalla vita pubblica e dissociatosi dalla classe borghese in cui non si riconosce piu', si scopre solo e contempla inorridito il pullulare senza direzione delle pulsioni istintuali.
"Dalla ragione al sentimento, dal sentimento all'istinto": cosi' Dario Puppo sintetizza efficacemente la parabola dall'Illuminismo al Decadentismo.

