Gli stati generali
Assemblea dei rappresentati dei tre ordini, cioe', nel linguaggio storico, gerarchie sociali fondate sulla dignita' data dall'onore, dalla stima e dai natali. La societa' europea dell'Antico Regime, termine che fu utilizzato per designare i centocinquanta anni prima della rivoluzione francese, si divide in tre ordini (clero, nobilta' e Terzo stato) richiamandosi alla suddivisione di origine medioevale tra chi prega, chi combatte e chi lavora. La rivoluzione francese partira' proprio dal Terzo stato che era divenuto sempre piu' importante. Nella societa' di ordini, il Terzo stato riunisce tutti coloro che non sono parte ne' del clero ne' della nobilta'. Comprende figure sociali molto diverse tra di loro, dai funzionari di stato, agli uomini di legge, ai rappresentanti delle professioni, ai piccoli commercianti, fino ai livelli piu' bassi della societa'. Il Terzo stato nell'assemblea degli stati generali non avevano praticamente nessun diritto rappresentando in pratica un solo voto, pur essendo in maggioranza, contro i due di clero e nobilta'.
Gli stati generali del 1614Parigi, 27 ottobre 1614 - 1615. All'assemblea degli stati generali del 1614 (gli ultimi prima del 1789) partecipano 140 rappresentanti del clero, 132 della nobilta' e 192 del terzo stato, che appoggia la richiesta di abolizione della Paulette (istituisce un'imposta annuale che garantisce l'ereditarieta' senza vincoli delle cariche pubbliche. La tassa prende il nome dal primo finanziere che ne ottiene l'appalto, Charles Paulet) in cambio della riduzione delle pensioni e della taille (Imposta diretta che nel medioevo grava sul fuoco. Il carattere personale e non reale dell'imposta, che grava sulla famiglia, indipendentemente dal numero dei componenti e dal reddito, favorisce i ceti abbienti). Ma l'assemblea non e' vincolante, ne' matura un'autorita' sufficiente per imporsi. La sua aspirazione al riconoscimento di un ruolo politico resta delusa.

