Caratteristiche generali
L'assolutismo si fonda sulla nozione di sovranita' come esercizio unico e centralizzato dei poteri politici, e sulla ragione di stato come esigenza suprema che dirige ogni atto e ogni provvedimento dell'autorita' politica. Numerosi scrittori ne sostengono il fondamento, appoggiando, nello stesso tempo, le politiche dei sovrani volte a superare la frammentazione dell'Europa. Sovrani come Luigi XIII e Luigi XIV in Francia danno vita a organizzazioni statali nuove, in cui il potere e la capacita' decisionale si accentrano nella capitale e nella persona del sovrano. La frammentazione dei poteri e la dispersione di centri dotati di autonomia decisionale sul territorio nazionale e' contrastata dai sovrani per superare i tradizionali privilegi aristocratici e delle citta' e delle regioni. I regimi assolutisti impongono un'autorita' politica centrale che non si sente vincolata da particolarismi, consuetudini e privilegi, ma anzi tende a stabilire leggi valide per tutta la nazione e un indirizzo uniforme a tutti i membri dello stato, indipendentemente dalla loro condizione sociale, religiosa e di ceto.
L'assolutismo risponde a una comune esigenza degli Stati sovrani europei: affermare l'autonomia e l'indipendenza della comunita' politica, al cui interno ogni suddito ha un ruolo e un insieme di diritti e doveri. La centralizzazione dei poteri decisionali e' una necessita' della nuova amministrazione unica. All'accentramento del potere nella persona del re si accompagna una propaganda del nuovo stile di governo centrale che comprende anche la divinizzazione della figura del sovrano.
teoriche e diffusione della filosofia dell'assolutismoNella teoria politica di Bodin si evidenziano le prerogative del sovrano, che legifera, organizza la difesa militare, decide la guerra e la pace, fa giustizia, impone tributi, batte moneta, e riassume in se' la politica dello Stato. La ragione di stato legittima qualunque azione il principe intraprenda per garantire la sicurezza e il bene dello Stato.
Teologi, scrittori e filosofi aderiscono al nuovo progetto di governo e ne sostengono le ragioni creando una "cultura dell'assolutismo", a partire dalla Spagna e dai Paesi Bassi, in particolare dalle universita' di Salamanca e Lovanio (cui si riferiscono i cattolici) e di Leida (per i protestanti). Ma anche Giacomo I scrive in Inghilterra trattati per difendere la sua politica (vedi La vera legge e l'Apologia del giuramento).
Giusto Lipsio e' uno dei primi sostenitori dell'assolutismo a Leida: tra i suoi allievi ed eredi vi sono Bernegger, Buckler, Bosius, Skytte e Freins che ne divulgano le tesi nelle nazioni protestanti. Il francese Guez de Balzac studia a Leida e introduce la tematica in Francia.
A Salamanca insegna il teorico dell'assolutismo Francesco de Vitoria e vi studia Suárez, che organizza in sistema una teoria dell'assolutismo su misura per le nazioni cattoliche. Allievi di Vitoria si trasferiscono a Lovanio, Alcala' e Coimbra, diffondendone le tesi tra i gesuiti e nel mondo ecclesiastico.
I libri di Bodin sono ristampati e tradotti continuamente: dal 1576 al 1650 si contano nove edizioni in latino e 17 in francese del suo "I sei libri della Repubblica", oltre a traduzioni in italiano, inglese e tedesco. Anche Althusius, Lipsio e Guez de Balzac sono ristampati piu' volte, insieme a Bethune e Bellarmino. Questi teorici sono in continua corrispondenza tra loro. Il veneziano Paolo Sarpi e' in contatto coi giuristi francesi Leschassier, Gillot e Groslot-de-l'Isle. Campanella intende instaurare un governo assolutista in Italia e per questo informa costantemente Richelieu della situazione italiana.
Grozio e Hobbes, infine, entrambi esuli, diffondono in Francia le tesi del giusnaturalismo e della filosofia politica assolutista; Hobbes pubblica a Parigi il suo trattato De cive nel 1642, e a Parigi scrive il Leviatano.



