Introduzione
Le prime tracce di quella che puo' essere considerata l'onirocritica, ossia la scienza dell'interpretazione dei sogni, si possono trovare gia' nei poemi omerici. E' piuttosto frequente che ai personaggi dell'Iliade appaiano in sogno gli dei o i loro messaggeri. Ad esempio Agamennone, nel canto II, viene incitato dal Sogno a combattere la guerra contro Troia.Col passare del tempo, possiamo ricordare Ippocrate, che da' ai sogni una spiegazione fisiologica: ad esempio, sognare di immergersi in un fiume indicava un eccesso di umidita' nel corpo. Sara' poi Platone a trasferire la lettura ippocratica in una dimensione psicologica: il sogno e' frutto di un mancato controllo da parte della dimensione razionale su quella irrazionale. Intuizione di sicuro effetto, che anticipa la psicanalisi freudiana di oltre due millenni.
Da qui in poi si sviluppa nel mondo greco e, successivamente, in quello latino, la grande tradizione letterario-filosofica concernente il sogno. Aristotele, i tragici greci e, nel mondo latino, lo stesso Cicerone (mi riferisco in particolare al Somnium Scipionis) ed Elio Aristide, trattarono la dimensione onirica nelle loro opere. Ben piu' difficile e ignoto e' il cammino della cosiddetta oniromanzia, ossia la scienza che si proponeva di divinare il futuro tramite le interpretazioni dell'onirocritica. Lo stesso Artemidoro tralascia spesso di citare le sue fonti e il piu' delle volte ne parla solo in maniera confusa e disordinata. Eppure sappiamo che la oniromanzia esisteva gia' diversi secoli prima di Artemidoro. Ci resta in particolare il nome di Antifonte, che fu autore di un' "Interpretazione dei sogni", la piu' antica opera di questo genere di cui abbiamo notizia, e di un certo Aristandro, di cui tuttavia sappiamo ben poco. Ma le nostre informazioni sull'oniromantica prima di Artemidoro si esauriscono qui. A questo proposito bisogna ricordare che ne' a Roma ne' in Grecia l'oniromantica fu considerata un sistema di divinazione ufficiale, probabilmente per il carattere estremamente individuale del sogno.L'oniromanzia ebbe cosi' modo di svilupparsi solo a livello popolare e divento' una delle maggiori arti divinatorie non-ufficiali.
ArtemidoroLe notizie che ci restano attorno alla vita di Artemidoro sono piuttosto esigue: con tutta probabilita' visse nel II sec. d.C., nel periodo piu' tranquillo e prospero dell'impero romano. Per quel che riguarda il luogo di nascita, Artemidoro dichiara di essere nato ad Efeso, ma preferisce definirsi originario di Daldi, una oscura cittadina in Lidia, dedita al culto di Apollo e nella quale Artemidoro avrebbe intrapreso i suoi studi. Fece molti viaggi in Grecia, in Asia e in Italia, dove venne senza dubbio a contatto con la cultura latina di quell'epoca. La sua unica opera superstite, l' "Interpretazione dei sogni", e' dedicata nei primi tre libri ad un certo Cassio Massimo, probabilmente Massimo di Tiro, allora celebre filosofo; i restanti due libri sono dedicati al figlio di Artemidoro, suo omonimo. Ci resta tuttavia notizia di altre opere di Artemidoro di cui non c'e' rimasto nemmeno un frammento. Per quel che riguarda la composizione, l' "Interpretazione dei sogni" non e' opera omogenea e lineare, ma appare come un conglomerato eterogeneo di blocchi diversi, che gli conferiscono la struttura di un lavoro complesso e rivisto diverse volte. I libri dovevano essere inizialmente tre, un quarto fu composto come risposta alle critiche rivoltegli, mentre un quinto fu scritto diverso tempo dopo.
A quanto pare Artemidoro non fu un teorico puro, ma mise spesso in atto la sua abilita' nell'interpretazione dei sogni, guadagnandosi da vivere e anche qualcosa di piu'. Simbiosi teoria-pratica che a noi risulta piuttosto rara nell'antica Grecia, se non nel campo della medicina: viene da chiedersi se Artemidoro volesse elevare la sua arte divinatoria al rango di scienza medica, come accadde in realta' nel 1900 con Freud. Ai libri I e IV Artemidoro prepone un "manifesto" della teoria onirica; non si deve tuttavia pretendere da lui un sistema organico e completo. Artemidoro non e' un filosofo; la sua opera non affronta la problematica fisiopsicologica ne' l'origine dei sogni. Subito Artemidoro fa la distinzione tra sogni profetici e non profetici: i primi (oneiroi) sono indizio di cio' che accadra'; i secondi (enupnia) di cio' che esiste. I sogni profetici si suddividono a loro volta in diretti e simbolici, a seconda dell'immediatezza con cui si svolgera' il futuro preannunciato. A loro volta i sogni simbolici si distinguono in personali, impersonali, comuni, pubblici e cosmici, a seconda del loro soggetto; possono inoltre essere in contrasto o in accordo con i "sei elementi fondamentali": Natura, Legge, Uso, Professione, Nome e Tempo. Il sistema appare piuttosto artificioso e inconsistente, proprio perche' Artemidoro voleva dare una parvenza scientifica ad uno studio che in quell'epoca non poteva certo assumere i caratteri che assunse due millenni dopo con Freud. Artemidoro oggi non gode di grande fortuna ne' presso gli studiosi del mondo classico, che gli rimproverano uno stile troppo tecnico, ne' presso gli studiosi di scienze oniriche, dato che le sue teorie, con l'avvento della psicanalisi, sono state considerate superate. Tuttavia non possiamo dimenticare il contributo che questo autore ha portato alla nostra cultura: basta solo ricordare che fu a lungo letto e creduto, per lo meno fino all'avvento della psicanalisi, che, partendo dalle sue teorie, le distrusse, costruendo il fondamento scientifico cosi' a lungo cercato da Artemidoro.


